Mbt Pia Black

I carri ordinati non bastavano tuttavia a equipaggiare, insieme con gli M60A1, tutte le unità esistenti e soltanto nel 1989, riducendo gli organici, si poterono eliminare gli ultimi M47. Restano in servizio gli M60A1 in attesa di poterli sostituire con un modello nazionale. da rilevare che, nel frattempo, con l’acquisizione di nuove tecnologie apprese grazie alla ripresa dell’attività, si poté realizzare (1980) il primo carro italiano del dopoguerra: il FIAT OTO OF 40..

Naturalmente, ancora esistono e vengono prodotti, su scala minore e per impieghi particolari, carri leggeri come lo Stingray della Cadillac, destinato alle aviotruppe, prima che l’esercito degli USA vi rinunciasse. Ma, come dimostra questa decisione, gli stati maggiori non ne avvertono la necessità e preferiscono utilizzare, a consumazione, mezzi superati con un minimo di aggiornamento. A questo proposito, ricorderemo il carro leggero M551 Sheridan del 1965 che, sia detto per inciso, fu il primo con un cannone lanciatore da 152 in grado di sparare munizioni convenzionali e missili Shillelagh.

All’epoca della guerra in Corea, la classificazione era riferita al peso. Nell’ambito della NATO, i carri leggeri arrivavano a 25 t, i medi a 50 t e i pesanti oltre le 50 t. I criteri dei paesi dell’Europa orientale non differivano granché. Al centro provo un Sagger contro un Patton ma lo manco clamorosamente (che sfiga per fortuna il mio Mi 8 d lì vicino schiva le mtg AA di numerosi M113 e M113RCL, una sventagliata Vulcan, e piazza la sua penultima salva di razzi sul culone del carro yankee. Fuori uno grosso delle mie truppe meccanizzate si muove ancora avanti: Patton è aggressivo e le avanguardie potrebbero non reggere l specialmente contro i diabolici mezzi con RCL (chi li ha progettati è un genio). Spero di arrivare in tempo.

Raise hell. Think of something to make the ridiculous look ridiculous. Make our troops know we’re for them and trying to get them out of there. Cominciando con il sottolineare come, nonostante la politica nazionale di occasionale collaborazione con l’Occidente, la Svezia ci tenesse a qualificarsi come entità neutrale, ed in caso di guerra termonucleare globale avrebbe costituito un bersaglio di secondaria importanza, anche e soprattutto per l’abbandono, dovuto a mancanza di fondi, di un programma per l’acquisizione di armi atomiche di distruzione su larga scala. Ciò aveva radici profonde nella politica di quel paese, che dopo la drammatica riduzione della sua popolazione dovuta ai tragici eventi delle guerre napoleoniche, aveva saputo guadagnarsi una classe politica che non sentiva più il bisogno di affermarsi in campo internazionale con l’uso delle armi, tanto che a partire dalla guerra in Crimea del 1856, il governo di Stoccolma iniziò a rifiutarsi di assistere sul campo di battaglia il suo alleato storico, la Russia. Durante la prima guerra mondiale, questo paese più compatto che mai diede la stessa risposta alla Germania, suo fondamentale partner commerciale e addirittura nel 1914, quando i russi occuparono abusivamente le isole land per collocarvi una base di sommergibili, non venne attuato alcun tipo di rappresaglia o controbattuta, fatta esclusione per una protesta formale al termine del conflitto, rivolta alla neonata Società delle Nazioni.

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