Mens Mbt Mahiri

Lo Stridsvagn 103, o Strv 103, o Carro S, è un carro armato svedese originale, realizzato dalla Bofors AB, i cui primi esemplari di serie apparvero nel 1966.Il carro si presenta privo della torretta, di dimensioni molto contenute, con un pezzo L74 da 105/62mm, derivato dall’L7 britannico, addirittura fisso nello scafo, senza alcun tipo di brandeggio. Questo avviene puntando tutto il carro e facendo ricorso a un sistema di sospensioni idropneumatico: le sospensioni vengono bloccate e sia il pilota che il capocarro possono manovrarle per il puntamento. Il terzo membro dell’equipaggio è l’operatore radio, che può fungere anche da secondo pilota durante la marcia indietro.

Basso, coperto da un telo mimetico, praticamente invisibile da una distanza superiore ai 200 metri. Dentro la casamatta corazzata, tre addetti ben addestrati, di cui due rivolti in avanti e l’altro in direzione totalmente opposta, ciascuno dotato dei più moderni visori termici e altri strumenti di rilevamento. Artigliere, servente/addetto radio, capitano: niente di così diverso dall’equipaggio di un comune bunker anti carro, edificato sui confini di un paese che, per sua sfortuna, confinava con i suoi avversari storici più temuti.

Una delegazione dell’Unione nazionale degli ufficiali in congedo d’Italia (sezione di Conegliano e Treviso) è stata ospite del 32 reggimento carri di Tauriano. Oltre trenta soci del sodalizio, che rappresenta un importante anello di congiunzione tra le Forze armate e la società civile, si sono recati alla caserma Forgiarini di Tauriano. Dopo il saluto del comandante di reggimento, colonnello Pierfrancesco Tria, al presidente Luciano Casarsa e agli ex ufficiali presenti, sono state illustrate in un breefing la storia del reggimento carri e le varie missioni a cui ha partecipato.

In torretta trovavano posto il comandante (destra anteriore), il cannoniere (destra posteriore) e il caricatore (sinistra), che accedevano al mezzo dal portello del capocarro aprentesi verso il retro; il seggiolino di questi era elevabile tramite un sistema idraulico e si poteva abbassare rapidamente premendo un pedale. Al posto della cupola, sul tetto erano stati fissati 8 periscopi, dei quali uno qualsiasi poteva essere rimpiazzato da un visore notturno Alenia; a disposizione esclusiva del comandante si trovava inoltre un visore stabilizzato diurno/notturno, prodotto dalle Officine Galileo in collaborazione con la ditta SFIM francese: dotato anche di un risolutore d per la notte, permetteva al capocarro di localizzare un bersaglio e passare i dati di rilevamento al cannoniere o, volendo, ingaggiarlo di persona. Il primo constava di una serie di bombole, ripiene di un agente chimico, poste nella camera di combattimento; mediante sottili condotte, esse erano collegate a diversi ugelli vaporizzatori distribuiti nel vano motore: in caso d il sistema s alla temperatura di 180C.

Lascia un commento